Storie di Noi

Raccontiamo il mondo che cambia

Archivio per Viaggio quindi sono

Le meraviglie della A13

 di Silvia Lombardi

Airone cenerinoE’ fine anno, tempo di bilanci. Non spaventatevi se il mio bilancio annuale parte da qui, dalle strade che percorro, lungo le quali passo gran parte del mio tempo, soprattutto per lavoro. 

Credo di passare più tempo in auto, in viaggio, che non a casa. Premetto…sono più affezionata alla A4, che ormai conosco metro per metro percorrendola quasi tutti i giorni, piuttosto che alla A13, lungo la quale scorrazzo soprattutto nei week-end. Ma lo confesso, la A13 è la mia preferita. Per un solo motivo: le sue meraviglie.

Non c’è volta che il tragitto mi deluda. C’è sempre qualche cosa che mi sorprende e stupisce. In qualsiasi stagione colori e panorama catturano la mia attenzione, che sia la nebbia o il tramonto d’estate, le balle di fieno tra i campi o la distesa di verde dei campi in primavera.

Ma cià che più mi emoziona sono gli incontri inattesi: spesso sul ciglio della strada spunta un airone cinerino, tutto impettito, quasi accigliato (forse  perchè disturbato dal traffico), che scruta serio le auto passare, un pò come gli anziani di paese che, seduti su una sedia di paglia davanti all’uscio di casa, trascorrono il tempo ad osservare la vita altrui che scorre.

Non c’è nessun rimedio più efficace ai malumori suscitati da code e rallentamenti. Che sia una strategia della Società Autostrade per placare gli animi infuocati dei guidatori imbottigliati nel traffico?

Senza tir, lungo l’autostrada

Lunedì 10 dicembre: mi metto in viaggio che è ancora scuro, c’è nebbia. L’itinerario è quello bimestrale degli ultimi 7 anni: scorzè, provincia di venezia-leno, provincia di brescia. Su per giù 200 chilometri. Quasi tutti in A4.

Entrare al casello di Dolo e capire che qualcosa di diverso era nell’aria è stato tutt’uno: in altre parole, sono riuscita a immettermi in autostrade semza rischiare di essere travolta da un tir che viaggia a tutta birra. Radio aperta su Prima Pagina e a Vicenza comincio ad avere dei dubbi.

Che succede? Si viaggia alla grande, al massimo avrò superato quattro tir. Ma dove sono gli altri? Prima Pagina finisce. Il Gr mi viene in aiuto: c’è sciopero dei Tir!!!!!!!!! Fantastico. Volo. Non corro xché non devo sfuggire a nessuno. Mi rilasso: l’idea di non rischiare di finire schiacciata fra due bisonti mi affascina e mi sostiene. Sostiene la levataccia. Cancella come d’incanto la nebbia. Annuncia una settimana di relax. Me la godo insomma e arrivo a Leno, nella nebbiosissima bassa bresciana, due ore più tardi. Un record per una come me che della lentezza (almeno in auto) ha fatto la ragione del suo viaggiare.

Che bello sarebbe che questa Italia avesse progettato la movimentazione delle merci su rotaia o lungo mari, fiumi e canali. Che altra vita sarebbe! Mi chiedo se siamo ancora in tempo per riprogettarci. Ma tornata in Veneto mi guardo attorno: non c’è più un metro quadro che ci permetta di riprogettarci. Un mondo perso?

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.