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Il mistero di San Stino

San Stino

Guasti al segnale? Problemi di circolazione? Resta un fatto: i treni preferiscono fermarsi. Il nuovo triangolo è a Nord-Est e si chiama San Stino di Livenza (Ve).
I primi episodi si sono registrati a novembre.
Il fenomeno si manifesta sempre allo stesso modo. Il treno parte in perfetto orario da Trieste, passa tutte le fermate senza un intoppo (che già di per sè è un mistero), almeno fino a che arriva alla stazione di San Stino. Lì, per ragioni ancora inspiegabili, comincia a recalcitrare. Invece di proseguire, torna indietro. Poi, sembra ripartire alla volta di Venezia. Altra illusione. Dopo pochi secondi, ritorna a bloccarsi.
I passeggeri cominciano a guardare fuori dal finestrino disorientati. Ora quando si parte? Arriverò in orario o ci fermiamo qui in eterno?
Accorre in soccorso una voce e i dubbi si sciolgono o quasi: cinque, dieci minuti e si riparte. Solo problemi alla linea. Ci scusiamo.
Un tecnico cammina spedito a valutare il problema. Forse è la volta buona, il treno si rimette in marcia.
Si tratta di un’attesa delle solite o di un vero e proprio mistero? Che la città veneta sia sotto un campo di interferenze o di influssi magici?
Il dubbio resta aperto.

Ultime notizie da Frenitalia

Treno…Trenitalia I love you!

Oggi me n’è capitata un’altra! L’ennesima dopo gli aumenti del costo dei biglietti (che guarda caso avvengono sempre nei momenti più improbabili dell’anno, in modo da farti sperare fino all’ultimo che non sia vero) e le simpatiche voci aliene, le quali prontamente avvertono che il tuo treno è soppresso (ovviamente quando tu sei già pronto e scattante al binario, con la valigia in mano)…

Vi ricordate i bellissimi depliant indicanti tutti i treni previsti su una tratta, con annessi orari, tipologie dei mezzi e fermate intermedie? Ma sì, i volantini pieghevoli che si prendevano in stazione per sapere “quale cavolo è il treno che devo prendere?”

Bene, come spiegatomi dalla simpatica ed esasperata signorina delle informazioni, questi non verranno più distribuiti nè stampati, almeno nella zona del Triveneto, per far sì che gli sventurati utenti siano costretti ad acquistare il MEGA LIBRO DEGLI ORARI + CD ROM, contenente le indicazioni di TUTTI gli orari di TUTTI i treni d’Italia.

Non so se le cose andranno effettivamente così; in ogni caso questa non può essere che l’ennesima prova dell’assurda e svilente gestione delle nostre ferrovie! ”Nostre” perchè, indipendentemente dalle modalità tecniche dell’organizzazione, queste rimangono dei cittadini (per non parlare marxisticamente di ”popolo”).

Io adoro andare in treno! Perchè devono farmelo odiare?! 

I miei nonnetti di Petra Davare

spe_anzaini31.jpgEcco qui le cose più buffe che mi sono capitate al Centro Diurno, il posto dove lavoro, una specie di asilo per anziani non autosufficienti (anche se le impressioni ingannano)

1. La signora Iole ha vissuto in Argentina per cui a volte le parlo in spagnolo. Una volta le chiesi come stava in messicano “Senora Iole, que onda?” e lei mi rispose “Eh? Sono onta? Dove?”

2. L’ingegner Vanni è un tipo parco di parole, per svegliarlo, gli feci conoscere un mio amico che studia ingegneria. Lui gli disse che si occupava di ingegneria civile e domandò a Vanni cosa faceva, lui sorprendentemente rispose “Niente”, e il mio amico “Beato lei”

3. Una volta capitò che chi doveva accompagnare in macchina gli anziani non aveva capito che doveva fare un doppio giro e quando si trovò un anziana in più….bhè diciamo che non si perse d’ animo e la caricò nel bagagliaio!!! Toccò alla piccola signora Bruna che senza dire nè Ahi nè Bai si fece caricare dietro (nonostante mie vive proteste). Ricordo ancora il visetto mesto (o traumatizzato?) che ci guardava dal lunotto metre l’auto si allontanava. Appena fuori fu inevitabile per me ridere, della serie “Il vecchietto dove lo metto”. La povera signora Bruna ricorda ancora quell’esperienza, dice sempre “mi portarono via come un maiale”.

4. La signorina Marina è fissata con i soldi. Si dimentica spesso e volentieri dove abita, persino il nome della badante e dei nipoti…ma se le chiedi qual’ è la sua banca. Quello si che se lo ricorda: Banca nazionale del lavoro

I Gianduiotti

A proposito di Gianduiotti…

Ieri mi è capitato fra le mani un gianduiotto Perugina (veramente l’ho responsabilmente acquistato), sull’involucro c’era scritto: NIENTE ZUCCHERI AGGIUNTI.

Aggiunti a cosa??gianduiotti

Al gianduiotto che troviamo in natura e che cogliamo sugli alberi in settembre?

Poi la Perugina prende il prodotto appena colto e lo confeziona  fresco fresco.

Non ci aggiungono zucchero, il prodotto è buono così com’è, naturale.

Non facciamoci fregare, queste sono le tipiche cose che troviamo scritte sulle confezioni di dadi, cioccolato, yogurt e di altro, ma non significa che non ci siano zuccheri, sale o grassi.

Poi il gianduiotto era buonissimo. Un vero momento d’estasi (vedi il film “Lezioni di cioccolato”). Ma questo è un altro discorso….

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